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A sentire le cronache che riguardano il Regno Unito in questi giorni, i docenti di lingua inglese non possono che sorridere di fronte alle pronunce improbabili con cui viene ripetuto il nome della squadra di calcio del Leicester, chiamato Laister da alcuni cronisti, ma poi il sorriso scompare quando in una società considerata ontologicamente classista, a partire dalla lingua in cui esistono i dialetti sociali, può essere eletto sindaco di Londra un pakistano, figlio di un autista e di una sarta, che viveva in un alloggio di tre stanze con altri sette fratelli. Anche la squadra di calcio non ha stelle con stipendi assurdi, ma la biografia dell’attuale sindaco colpisce ancora di più perché, pur frequentando scuole statali, è riuscito a diventare un avvocato di successo, dato che un italiano lasciando perdere gli immigrati perché non mi piace la fantascienza, figlio di un autista di autobus poteva diventare avvocato, forse, se frequentava la scuola degli anni Settanta. Infatti, si trovano, sia tra gli avvocati sia tra i medici, professionisti di origini umili che hanno tra i cinquanta e sessant’anni. Ma tra i giovani professionisti, la maggior parte ha genitori laureati. Come ha rilevato il CENSIS, purtroppo, in Italia vi sono stati processi di mobilità discendente. Avete mai sentito genitori, sindacalisti, studenti protestare per questo? Qualcuno tra gli insegnanti di ruolo, non di ruolo, abilitati, abilitandi, ricorrenti e non, denuncia mai che in Italia la mobilità sociale viene concepita solo come accesso allargato ai consumi? Da panem et circenses, siamo passati a junk food, smartphone e socialnetworks e quando i nomi sono in inglese non si mettono in discussione! La struttura del sistema scolastico attuale, contro cui nessuno si ribella, riflette ancora le finalità e l’organizzazione del lavoro del secolo scorso: la scuola primaria e secondaria di primo grado devono alfabetizzare tutti, i licei devono fornire una cultura ai futuri dirigenti e professionisti, gli istituti tecnici devono formare impiegati, gli istituti professionali gli operai e gli artigiani. Il 70% degli iscritti al primo anno arriva al diploma, dell’altro 30% nessuno si preoccupa. L’Esame di Stato non serve a niente perché non viene bocciato nessuno e poi per superare i test universitari ci saranno le lezioni private pagate dalle famiglie abbienti. Per tornare alle squadre di calcio, viene in mente l’inno del Liverpool, di cui Sadik Kahn è tifoso, così modificato: “You’ll never walk alone if your parents can afford your private lessons!”.