Le loro parole e le nostredi Marina Boscaino e Marco Guastavigna
La scrittura come terapia. In quest’ultimo anno e mezzo abbiamo provato – noi come molti altri – a fare tutto
ciò che era nelle nostre possibilità per segnalare disagio, illegittimità, pericolo di quanto stava succedendo alla scuola. Ci siamo trovati insieme, nelle mobilitazioni, nel confronto sul web, nei convegni. Abbiamo indagato, studiato, motivato le nostre affermazioni, le nostre denunce. La scuola non attira, non ha appeal. La dimensione della violazione dei diritti collettivi non rappresenta più un motivo di indignazione, nemmeno tra gli insegnanti. Per questo non ci resta che scrivere, a quattro mani, a 2 teste, per trasformare il senso di impotenza che ci deriva dall’arroganza e dall’ignoranza - che vanno quasi sempre di pari passo- di chi ci governa, non solo in testimonianza, commento, ma documentazione... (continua)
(07.02.2010)
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La parte iniziale dell'articolo "Le loro parole e le nostre" di Marina Boscaino e Marco Guastavigna, pubblicato in questa pagina, è tratto dal sito web Pavone Risorse, l'articolo nella sua interezza si può leggere seguendo il link esterno: www.pavonerisorse.it/quaderno/scuse2.htm.














